Ore piccole è il secondo album di Cannella, in cui il cantante romano ha mescolato le sue due anime, quella più leggera e quella più malinconica. Ore piccole come quelle trascorse in casa durante il periodo di coprifuoco, con notti che si fanno difficili da distinguere l’una dall’altra. Un lavoro molto personale con cui l’artista romano racconta le sue imperfezioni, i suoi errori e l’amarezza della solitudine: ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Faccio musica sia triste che felice, a seconda del mio stato d’animo. Non sono uno di quelli che si mettono là e si forzano a scrivere una canzone triste, mi lascio molto guidare dal momento che sto vivendo. A livello personale stessa cosa, ci sono giorni in cui sono triste ed altri in cui sono di buon umore. Qualche anno fa erano più i giorni da dimenticare che quelli memorabili, penso dipendesse anche molto dalle persone intorno a me. Col tempo ho imparato ad essere molto selettivo riguardo gli altri ed ho trovato un buon equilibrio con me stesso.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, ORE PICCOLE, E PERCHÉ?
Per me Foro italico, poi ognuno ovviamente potrebbe dare una risposta diversa a questa domanda. Ti dico Foro italico perché mi rimanda veramente ad un periodo in cui non stavo bene con me stesso. Avevo fatto una serie di cazzate che mi stavano facendo perdere una persona molto importante. Dopo averla scritta ho realizzato tante cose e sono riuscito a sistemare tutto quel casino che avevo dentro e di conseguenza anche i rapporti che stavo mandando all’aria. L’ho scritta veramente in una delle mie giornate più brutte di sempre, per questo la ritengo la canzone più triste dell’album.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Probabilmente Casa tua. Quello è il pezzo più romantico, scritto prima della pandemia, in un periodo in cui mi sentivo pieno d’amore e di cose belle da offrire. Ogni volta che lo ascolto penso che mi piacerebbe tantissimo tornare a quei giorni.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non penso che sia proprio la felicità quella cosa che le persone cercano nella mia musica. La missione è sempre creare empatia con l’ascoltatore, trasmettergli qualcosa tramite le mie canzoni e sperare che più di qualcuno possa rivedersi in queste. Penso che lo stesso concetto valga per chi ascolta le mie canzoni. Non ho la pretesa di rendere felice qualcuno, mi basta sapere di arrivare alle persone a livello emotivo. Vedere che tramite il nuovo disco ci sto riuscendo è già una bella vittoria per me.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Per me è importante dei Tiromancino, Marmellata #25 di Cesare Cremonini e Spaccacuore di Samuele Bersani. Poi ce ne sono tante altre, però queste sono tra le mie preferite in assoluto.

Ecco Ore piccole:

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