In Tune è l’album d’esordio di Riccardo Gileno, cantautore triestino che si rifà al folk-pop d’autore per raccontare la sua vita, sempre accompagnato dalla chitarra. L’avevamo conosciuto con il primo singolo FriendEnemy, ora abbiamo parlato con lui del suo primo album, un lavoro pieno di storie personali spesso venate di malinconia.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Rispondo perfettamente alla definizione!

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, IN TUNE, E PERCHÉ?
Di certo, Always In My Heart. È dedicata al ricordo di mia madre che non c’è più. In un mondo perfetto, è un brano che non avrei mai voluto scrivere e forse per questo è il più triste.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Forse Theory. Parla di condivisione, e non c’è cosa più bella secondo me.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
A mio parere la musica, se piace, rende sempre felici. A ogni modo, nei miei brani c’è sempre una componente positiva, la distruttività non mi appartiene.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Domanda molto tosta. Se dovessi rispondere domani, potrei cambiare idea, ma in questo momento sono River di Joni Mitchell, End of the Affair di Ben Howard ed Ecco di Niccolò Fabi.

Ecco In Tune:

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