Milanese di origini moldave, Cristina Erhan si era fatta notare già giovanissima per un timbro vocale assolutamente originale. Negli ultimi mesi ha pubblicato una serie di singoli in cui racconta se stessa e la sua storia: un’immersione in una nuova cultura e la ricerca della propria identità. Ne abbiamo parlato con lei.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Penso che la felicità sia un concetto troppo astratto e che dipenda da troppi fattori. Faccio musica triste perché mi dà conforto, perché è il mio modo di fare chiarezza nel casino che a volte si crea nella mia testa. Non mi reputo una persona triste, ma so stare nella mia tristezza, il che penso sia una cosa positiva. Sono una persona che sa anche divertirsi nonostante appaia molto seria a primo impatto. Comunque sia, penso di essere una persona felice o quantomeno penso di sapermi ritagliare piccoli spazi di felicità.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE TRA QUELLE CHE HAI PUBBLICATO, E PERCHÉ?
Direi che la canzone più triste sia Tempesta, non tanto per il mood della canzone quanto per il significato del testo. Penso anche al periodo in cui ho scritto il pezzo ed è stato effettivamente un periodo molto pesante per me. Non vorrei scoprire troppo le carte e andare troppo nel dettaglio, ma è una canzone che parla di toccare il fondo e di sentire la voglia di risalire, parla delle mie debolezze e, anche se in modo velato, delle mie paure.

E QUAL È INVECE LA TUA CANZONE PIÙ FELICE?
Potrebbe sembrare strano, ma la canzone più felice è Temporali. Riascoltandola sento addosso un senso di pace e mi ritornano in mente ricordi a cui tengo molto, delle immagini felici della mia vita. Forse perché l’ho scritta quando ero più piccola e spensierata, in un periodo molto bello della mia vita. Forse perché parla di una persona a me molto cara, alla quale collego tante belle esperienze e belle sensazioni.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Mi piace immaginare che chi ascolta le mie canzoni possa ritrovarsi, che possa adattare le mie parole alla propria storia o che semplicemente trovi conforto in quello che cerco di trasmettere. La musica è uno strumento molto potente se sfruttato bene, possiamo trasmettere dei messaggi molto importanti e possiamo stare vicino a chi ne ha bisogno senza saperlo.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Sono un po’ inconsistente con la musica, vario molto e tendo quasi a dimenticarmi le canzoni che ascoltavo una volta. Ce ne sarebbero sicuramente troppe, ma le tre che mi vengono subito in mente sono 505 di Arctic Monkeys, Freakin’ out on the interstate di Briston Maroney e Milano di Calcutta.

Ecco i singoli di Cristina Erhan:

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