Tamì è Elisa Casentini, nata a Roma nel 1998 ma oggi di stanza a Liverpool: Primo ottobre è il suo album di debutto, in cui racconta sé stessa e la realtà che la circonda, con note malinconiche ed enigmatiche e sonorità che mescolano cantautorato, pop punk ed emo. “Le mie canzoni se poi torno ad analizzarle e interpretarle mi dicono molto di me, come i sogni e l’inconscio. La musica per me è anche terapia, e la missione delle mie canzoni al momento è di mettere le persone in contatto con le proprie emozioni”: così Tamì a proposito del suo esordio, ma abbiamo parlato con lei per saperne di più.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Tanto, parecchio, grazie. Mi considero una persona felice e positiva quindi si, dai.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, PRIMO OTTOBRE, E PERCHÉ?
La canzone più triste è probabilmente Ancora io, le altre sono tristi a modo loro ma rispecchiano anche una ricerca, mentre Ancora io è la fine di qualcosa che non torna ed il rimpianto.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
La canzone più felice è probabilmente Metà, nonostante la melodia suoni triste, è una canzone che parla di un amore sano e felice.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Mettendo le persone in contatto con delle emozioni che avevano dimenticato, all’inizio può essere spiazzante e portare tristezza, ma andando più a fondo ti fa sentire vivo.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Kiss the Rain di Yiruma, Supermarket Flower e Photograph di Ed Sheeran, How to Save a Life di The Fray, Medicine dei Daughter e December di Neck Deep.

Ecco Primo ottobre:

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