Un genere solo è il secondo album di Alfiero, cantautore laziale capace di raccontare temi universali con una propria originalità, di cui avevamo già presentato due brani come Mare e Vuoto. “C’è stata un’esigenza di esprimere qualcosa che avevo dentro da tanto tempo – ne parla così Alfiero – c’è rabbia, passione, dolcezza, emozioni”. Ne abbiamo parlato con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Fare musica triste può aiutarti a scacciare via la tristezza ed essere felice.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO ALBUM, UN GENERE SOLO, E PERCHÉ?
Forse la canzone più triste è Non mi lamento, racconta un periodo particolare della vita di un mio caro amico.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
La canzone più felice potrebbe essere Torta di mele perché racconta di un viaggio. Io amo viaggiare e in questo periodo dove non ci è concesso, ascoltare questa canzone mi fa venire il sorriso perché riesco a viaggiare con il pensiero.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non ho mai sostenuto che la mia musica possa rendere felice qualcuno. Però spero che le persone possano ritrovarsi nelle mie parole e riescano a sentirsi meno soli.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
È difficile scegliere, ascolto principalmente canzoni tristi… Allora potrei dirvi quelle che ascolto di più: Bruno mio dove sei di Brunori Sas, Fake Plastic Trees dei Radiohead e Sleep on the Floor dei The Lumineers.

Ecco Un genere solo:

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