Bais è il progetto di Luca Zambelli, cantante veneto oggi di stanza a Milano. Milano è anche il nome del singolo con cui l’abbiamo conosciuto, ma oggi scopriamo Apnea, il suo primo EP, un lavoro fatto di malinconia pop, elegante e sincero. “È un disco acquatico da ascoltare con la testa per aria ed i piedi staccati da terra”: così lo presenta Bais, ma per saperne di più ne abbiamo parlato direttamente con lui.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Direi che faccio musica malinconica ma allo stesso tempo serena. E di conseguenza questo è anche un po’ il mio modo di essere.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP APNEA, E PERCHÉ?
Non ce n’è una più triste secondo me. Ti direi che la meno triste è sicuramente Vudù. Mentre il testamento spirituale del disco, quella che sento di più di tutte, è Dove si va (a finire).

QUAL È INVECE LA TUA CANZONE PIÙ FELICE DEL DISCO?
Vudù, è la più spavalda, ingenua ed incosciente. Alghe ha un buon grado di felicità e spensieratezza ma sotto sotto anche un po’ di malinconia la pervade.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Non saprei ma spero tanto che succeda. Forse potrebbe rendere felice chi la ascolta nel momento in cui riesca a pungere nei punti giusti la sua sensibilità. Oppure facendogli vedere delle immagini e dei colori nuovi, a cui non aveva mai pensato.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
La cura di Battiato, Last Flowers dei Radiohead, Hot Dreams dei Timber Timbre.

Ecco APNEA:

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