Blumosso è un cantautore di Lecce, il suo vero nome è Simone Perrone e si definisce “un inventore di canzoni”. Il suo nuovo EP, Conseguenze, ci ha molto incuriositi, per un cantautorato pop capace di raccontare il quotidiano a partire dalle piccole cose. Abbiamo parlato con lui per saperne di più.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONA FELICE?
Quindi è ufficiale: faccio musica triste? Scherzo… Più che triste mi reputo un nostalgico, forse le due cose sono strettamente connesse. Comunque non credo di essere una persona felice, ma non perché sono triste, la felicità è un qualcosa di molto difficile da ottenere, ammesso che esista davvero. Sono più un positivo, questo sì.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO EP, CONSEGUENZE, E PERCHÉ?
Credo che la più triste sia proprio Ermione, perché parla di un qualcosa che non è mai accaduto. Un sentimento che si basa solo su idee e su parole, e mai su un vero fuoco che è arso. Questa è una cosa molto triste, credo: non poter vivere quello che avresti voluto.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
Senza dubbio Quest’ultima canzone, sia per ritmo sia per testo. La canzone parla di una ripartenza e della ricerca di serenità. Perciò, direi che questo è il brano dell’EP che più si avvicina al concetto di felicità.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Facendo scappare un sorriso, ricordando cose del proprio passato evocate dai miei testi.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Come parlo di te a lei di Dente, Farewell di Francesco Guccini e Hotel Supramonte di Fabrizio De Andrè.

Ecco Conseguenze:

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