Slow Wave Sleep è il progetto musicale di Emilio Larocca Conte, il cui esordio è stato con l’album L’ultimo uomo a inizio 2018. Qualche mese dopo ha pubblicato un nuovo album, Chroma, partendo da un’idea di cantautorato decisamente originale tra suoni elettronici e post rock. Abbiamo parlato con Emilio per saperne di più.

QUANTO TI SENTI HYPFI? CIOÈ, FAI MUSICA TRISTE MA SEI UNA PERSONE FELICE?
Sopravvivo in qualche modo, sono sfuggito un paio di volte dalla morte e dalla fame in giro per il mondo, per cui sono felice di essere tra quei fortunati che non si annoiano. Dall’altro lato, quando non riesco ad avere il controllo su certe cose della mia vita, ho l’umore che oscilla dal disperato all’adrenalinico e sto seriamente mettendo in considerazione il fatto di essere malato da qualche anno. Ma è solo un normale sovraccarico. E, ti dirò, inutile, perché insoddisfazione e tristezza sono merci facili su cui speculare, da qualche anno anche apatia, cinismo e distacco. Cerco di essere zen abbastanza da non farmi fregare e questo si riflette nella musica di Slow Wave Sleep, uno strumento che uso per tuffarmi nelle zone pericolose del cervello e riemergere con qualche pescetto fresco da vendere al mercato. Ora non sono felice ma è un sapore che ho avuto la fortuna di provare in passato, ogni cosa che faccio riflette una motivazione a riportare quello stato. Mi piace ogni volta che qualcuno è interessato a quello che faccio ed ho scoperto che la mia felicità è la felicità degli altri.

QUAL È LA CANZONE PIÙ TRISTE DEL TUO NUOVO ALBUM, CHROMA? E PERCHÉ?
Garuda, una storia d’amore. È la dichiarazione che un uomo in carcere fa alla sua ombra. Rappresenta la solitudine che diventa perversione mista a malinconico narcisismo di chi rinuncia alla propria identità pur di raggiungere certi obiettivi. Dedicato a chi è rimasto deluso, disilluso da un mondo che va nella direzione opposta delle aspettative, a chi ha ferito e poi è rimasto solo, a chi mente anche a sé stesso. Questo tipo di soggetti sono talmente innamorati di sé da corrodere pian piano la propria identità e trasformarla in ombra. Per raggiungere certi obiettivi si staccano dalla propria parte migliore per venerarla, tenendola dietro come un fantasma e andando dritti, spesso in modo orribile, per la propria strada. Il lato vuoto e triste della felicità.

E QUAL È INVECE LA CANZONE PIÙ FELICE DELL’ALBUM?
La Via del Granchio, un pentolone di zuppa di synth, chitarre e tempi dispari di undici minuti che scorre come un fiume. Qui praticamente Rèfles, il protagonista, viene a conoscenza di una stanza in cui tutto il male del mondo si risolve e riporta stabilità mentale, auto-controllo, forza, coraggio. Bastet, il suo sogno erotico, gli appare davanti e gli indica un sentiero, promettendogli che solo alla fine delle sei vie potranno rincontrarsi in quella stanza. È un’allegoria dell’amore incondizionato, l’unica cosa che può salvarci da una vita triste e miserabile. E nella società attuale se non sei veramente in pace con sé stessi è impossibile da trovare perché il sacrificio per il bene di un altro non è più accettato socialmente.

IN CHE MODO LA TUA MUSICA POTREBBE RENDERE FELICE CHI L’ASCOLTA?
Immagina un uccellino in gabbia che non ne vuole saperne proprio di cantare. Ho imparato che le persone possono essere suddivise in base a come riescono a tirargli fuori la voce: “se non canta, lo ammazzo”, “se non canta, lo convincerò”, “se non canta, aspetterò”. L’uccellino in gabbia è l’ascoltatore, che a prescindere da quello che fa cerca di far cantare l’anima, di esprimersi e vivere la sua vita. La musica mainstream rappresenta la prima categoria, vuole travolgerlo. La musica attuale italiana, indie o trap o rap che sia, rappresenta la seconda categoria che vuole arruffianarlo. E poi c’è Slow Wave Sleep, che attende il momento giusto per dargli conforto e nuova linfa vitale.

QUALI SONO LE TUE TRE CANZONI TRISTI PREFERITE DI SEMPRE?
Seemann dei Rammstein, Aria di mezzo carattere di Nobuo Uematsu (dalla colonna sonora di Final Fantasy VI) e Mi ritorni in mente di Lucio Battisti.

Ecco Chroma:

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